lunedì 16 gennaio 2017

Lasagna di pane carasau





Avevo una confezione di pane carasau (acquistato in Sardegna in occasione del mio ultimo viaggio) prossimo alla scadenza, da consumare quanto prima...un'idea che già avevo in mente da tempo è stata quella di realizzare delle lasagne, consapevole del fatto che questo prodotto si presta benissimo allo scopo (sebbene non l'abbia mai utilizzato per preparare le lasagne, tuttavia avevo sentito parlare di questo piatto, realizzato con il pane carasau, detto anche 'carta da musica')..
Sono sicura che tutti conoscono questo pane particolare, ma ho deciso, attingendo dal web, di parlarne in modo più approfondito in modo da far conoscere ancora meglio questo prodotto, ormai reperibile in tutta Italia;).

Si tratta di un pane tipico della Sardegna, i cui ingredienti sono semplicemente: farina di grano duro, acqua, sale e lievito di birra e pare che le sue origini possano essere fatte risalire addirittura all'età nuragica..ma su questo non vi sono certezze e non tutti sono d'accordo.Quello che invece è certo è che questo pane particolare venisse consumato dai pastori, i quali, dovendo stare intere settimane lontano da casa, necessitavano di un pane secco e di lunghissima durata in modo da poterlo consumare in accompagnamento ai formaggi.
La consistenza del pane carasau è croccante, il suo spessore finissimo.
Pare che la prima caratteristica sia dovuta ad una doppia cottura nel forno a legna: infatti il termine carasau deriva dal verbo 'carasare' il cui significato è 'biscottare'.
Tuttavia esiste un'altra ipotesi,sempre relativa all'etimologia di questo pane e che vede il termine 'carasau' derivare direttamente da 'sa cara' cioè 'la faccia' in rifermento all'atto di affacciare la sfoglia solo pochi istanti nel forno.
La preparazione di questo pane prevede diverse fasi e fino a non tantissimo tempo fa acquisiva le dimensioni di un vero e proprio rito che coinvolgeva persone appartenenti alla stessa famiglia o del vicinato e che vedeva protagoniste almeno tre donne (amiche o parenti) le quali, i cambio del lavoro svolto per realizzare il pane in questione, ricevevano olio  o ricotta o semplicemente aiuto in caso di bisogno.
Ma vediamo quali sono, nello specifico, le varie fasi di realizzazione :

La prima fase è detta 'S'inthurta' e si svolge prima che il sole sorge.
Il lievito viene sciolto nell'acqua tiepida e mescolato alla farina setacciata in una madia di legno detta (a secondo del luogo) iscivo, iacu o iacchedda oppure in una grande terrina di terracotta detta tianu o impastera.

Nella seconda fase, denominata 'cariare'o 'hariare', l'impasto viene lavorato nel tavolo (e in passato anche in ginocchio nella stessa madia) in questo modo: l'impasto veniva schiacciato, allargato con i pugni e riavvolto su sè stesso fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Più i tempi di lavorazione sono lunghi e più il risultato è notevole..essendo tale fase particolarmente faticosa poteva capitare che gli uomini aiutavano le donne.

Nella terza fase, denominata 'pesare' l'impasto viene fatto lievitare, dopo averlo riposto in contenitori di terracotta o sughero coperti da un  telo di lana.

Nella quarta fase, detta 'orire o sestare', l'impasto , ormai lievitato, viene suddiviso in tocchi regolari, i quali, a loro volta, vengono arrotondati ,infarinati e posti  a lievitare ancora all'interno di canestri particolari, avvolti in teli di lana o lino.

Nella quarta fase detta  LLLadare la pasta lievitata viene lavorata con piccoli mattarelli di legno, quindi, con l'aiuto dei polpastrelli e con una continua spolverizzazione con la farina, viene allargata fino alla formazione di dischi (denominati 'sa tundas') il cui diametro non è sempre uguale ma varia a seconda del luogo.
Una volta ottenuto lo spessore stabilito, questi dischi vengono riposti all'interno delle pieghe di particolari panni di lana (detti 'tiazas') la cui lunghezza può arrivare addirittura a 10 metri e la larghezza a 50 cm, infatti possono arrivare a contenere fino a 20 tundas. A questo punto vengono messi da parte e avvolti da coperte.

Nella quinta fase, detta 'Cocchere' si procede alla cottura dei dischi (o tundas).
Il forno a legna viene preparato in anticipo,e, raggiunta la temperatura ideale (stabilita dall'addetto..il forno dev'essere abbastanza caldo) viene prelevata una tundas dalla tiazas con l'ausilio di una pala di legno.
Il calore forte del forno ha l'effetto di rigonfiare in pochissimo tempo il disco formando una palla.L'aria all'interno di questa palla si espande provocando la separazione dei due strati.Il rigonfiamento tuttavia non sempre è uniforme e, quando ciò non accade, vi si posa, molto delicatamente la pala in modo che il vapore possa andare nelle zone che non si sono separate in due strati.

La penultima fase è denominata 'fresare' o 'calpire'...qui le due facce, che a questo punto sono distaccate, vengono velocemente separate con il coltello, prima che l'aria fuoriesca da qualche fessura o che si riduca troppo di volume e la sfoglia si affloscia a causa del raffreddamento..se ciò accade può capitare che le due parti(dette 'sos pizzos') si riattaccano impedendo una corretta separazione.
Non sempre comunque l'operazione riesce e questo può dipendere da vari fattori: 1) il forno non ha raggiunto la giusta temperatura (o non l'ha mantenuta) 2) la lievitazione non è durata abbastanza.
Il pane ottenuto dalla prima cottura è detto 'pane lentu', 'pane modde o pane cruhu' ..avendo una consistenza abbastanza elastica può essere facilmente piegato, arrotolato (caratteristiche che riacquisterà , dopo la carasatura solo ed esclusivamente dopo essere stato immerso velocemente nell' acqua)

Infine l'ultima fase è detta 'carasare': le due parti separate (sos pizzos) vengono, una per volta, rimesse nel forno per la cottura finale (sa carasadura, appunto) e man mano che vengono estratte dl forno sono impilate (e qui prendono il nome di piras de pane) in cesti di asfodelo. Queste pile sono avvolte in panni speciali e sopra viene adagiato un peso (o un asse di legno rotondo o dei panni) in modo che vengano un pò pressate.

Dopo questa lunga premessa (che spero sia risultata interessante) per approfondire le fasi relative alla preparazione del pane carasau, passo alla ricetta.
Come annunciato in apertura al post, non avevo mai utilizzato il pane carasau per realizzare le lasagne...il risultato è stato ottimo, l'aspetto praticamente identico a quello delle lasagne tradizionali, il sapore simile, non uguale ma sempre molto buono, a me sono piaciute tantissimo, e anche a mio marito.
La raccomandazione è di abbondare sia con il ragù che con la besciamella (ma quest'accortezza è per me tassativa anche per le lasagne normali;) in quanto io utilizzo i fogli 'a secco' senza bagnarli (dovendo andar anche in forno temevo un effetto 'pappetta') e ho notato che già con il condimento iniziano ad ammorbidirsi senza bisogno di inumidirli nell'acqua.
Un elemento a favore di queste lasagne è la loro velocità di realizzazione...io infatti sono solita preparare in casa le sfoglie di pasta fresca o le crepes (perchè le lasagne le preparo sempre o con le sfoglie di pasta fresca fatta da me o con le crepes, sempre fatte da me...in questo caso invece ho già la base pronta essendo i fogli di pane carasau già pronti all'uso;). Il tempo impiegato quindi è solo ed esclusivamente quello per preparare ragù e besciamella.
Ma passiamo alla ricetta:

Ingredienti (dose per una teglia da 4 porzioni, quindi per 2 persone)

pane carasau (riporto la foto di quello che utilizzo e acquisto solitamente, l'ho conosciuto grazie ad una carissima amica di mia nonna originaria di Ovodda, la quale lo portava sempre tutte le volte che tornava dal suo paese. Da un pò di tempo tuttavia riesco a trovarlo anche  a Cagliari, infatti ultimamente l'avevo acquistato in questa città. Secondo me è il migliore!)


Per il ragù leggero: 

una bottiglia di conserva di pomodoro ciliegino fatta in casa
 1 cucchiaio normale, non raso nè colmo,  di estratto di pomodoro di ottima qualità
150 gr circa di macinato misto manzo e maiale (o di bovino primo taglio)
sale
olio extravergine d'oliva
mezza cipolla bianca piccola

Per la besciamella: (potrebbe avanzarne)

300 gr abbondanti di latte
30 gr di burro
30 gr di farina 00
un pizzichino di sale
noce moscata

inoltre..abbondante grana grattugiato
 fette di formaggio dolce asciutto che fila in cottura (tipo scamorza bianca o galbanino )

Innanzitutto prepariamo la besciamella: in una terrina versare il latte e piano piano la farina (con un colino o setaccino per evitare grumi) mescolando continuamente con una frusta manuale.


Versare il composto in un tegame antiaderente, accendere il gas e mescolare continuamente e sempre nello stesso verso con un cucchiaio di legno finchè la besciamella non si addensa.
Spegnere il gas e unire il burro: mescolare bene sempre con il cucchiaio di legno finchè non risulterà completamente sciolto....aggiungere, infine, anche il pizzico di sale e di noce moscata.


Preparare il ragù: tritare finemente la cipolla e soffriggerla in un tegame con l'olio extravergine d'oliva finchè è dorata...(ho trasferito la besciamella in una ciotola di ceramica, lavato e riutilizzato il tegame perchè per queste dosi andava bene un tegame di quelle dimensioni;)




A questo punto aggiungere la carne macinata e farla rosolare molto bene....in cottura salarla q.b


unire l'estratto e scioglierlo bene..


quindi la conserva di pomodoro fatta in casa....quindi la conserva di pomodoro fatta in casa della quale riporto la foto per rendervi un pò conto delle quantità..inoltre se volete vedere com'è stata realizzata cliccate qui.


e cuocere finchè non si addensa..coperto e a fuoco basso, per almeno tre quarti d'ora/50 minuti...in cottura salare qb.

Per comodità (e ve lo consiglio) ho preparato sia il ragù che la besciamella il giorno prima..qualora la seconda, dopo il riposo in frigo dovesse risultare troppo, eccessivamente densa, aggiungere un pò di latte (non troppo) finchè non acquisterà una consistenza densa e cremosa ma non liquida.

A questo punto realizziamo le lasagne di pane carasau..
nel fondo della teglia versiamo un pò ragù e di besciamella e spolverizziamo con il grana...qui non è necessario abbondare essendo questo il fondo;).


Adagiare il primo foglio di pane carasau..anche se non del tutto integro e rotto in alcune parti non vi preoccupate in quanto in cottura tutto si uniformerà!! 


Coprire con abbondante ragù, abbondante besciamella (io verso prima il ragù e lo distribuisco con il cucchiaio, poi la besciamella e la distribuisco uniformemente, sempre con il cucchiaio, sopra il ragù), grana grattugiato abbondante e fette di formaggio dolce che fila in cottura (io abbondo anche con quelle!).


Procedere allo stesso identico modo anche negli altri strati, in tutto fare 4 strati di fogli di pane carasau...l'ultimo sarà condito con ragù, besciamella e grana abbondante....


Coprire con la carta di alluminio e cuocere a 180° per 30 minuti (io ho utilizzato il fornetto della De Longhi con ventilazione sopra e sotto e grata nella parte più bassa, ma se avete un forno a gas potete impostare a 200°...in ogni caso ogni forno è un caso a sè, quindi regolatevi in base al vostro!) fare ogni tanto,comunque, dopo una ventina di minuti, la prova forchetta;).
Ecco la lasagna pronta: esteticamente uguale in tutto e per tutto ad una classica lasagna realizzata con la sfoglia di pasta fresca.

mercoledì 4 gennaio 2017

Cous cous freddo alle verdure (ricetta di Danita)

Prima di accingermi a scrivere il post  voglio precisare che non si tratta assolutamente di una mia ricetta.
Questa è stata infatti attinta dal blog ' Le Leccornie di Danita', e vi riporto anche il link della ricetta originale, così da poterla visualizzare direttamente nel suo blog: per poterla vedere cliccate qui.
Come molte di voi sanno, l'idea di aprire un blog di cucina è sorta in seguito alla partecipazione ad un contest, all'interno dello stesso blog di Danita, incentrato sulla cucina tradizionale regionale. In tale occasione vinsi un premio speciale per il maggior impegno, avendo inviato (via mail, dal momento che ai tempi non avevo il blog) numerose ricette di entrambe le mie regioni d'origine (Sardegna e Sicilia).
Dal blog sopracitato attinsi tante ricette, molte delle quali entrate  a far parte del mio ricettario personale da anni (dal momento che lo seguivo diversi anni prima di aprire il blog e lo conobbi attraverso il forum di coockaround (forum che seguo da tempo e dal quale attinsi tantissime  e valide ricette, molte delle quali entrate  a far parte del mio ricettario personale)essendo Danita una degli utenti.
La ricetta che mi accingo a postare è favolosa  a dir poco  l'ho preparata per la vigilia di Natale(insieme ad un altro piatto) e portata a casa di mia suocera come antipasto.
I miei genitori (sono venuti a trovarmi in occasione di queste festività) lo conoscevano poichè in passato ho avuto modo di prepararlo più volte quando ancora vivevo in Sardegna,.il piatto era noto anche a casa dei miei suoceri in quanto anni fa lo preparai e rimase impresso...ma vi erano ospiti per i quali il cous cous freddo alle verdure rappresentava una novità e, come potrete immaginare, è stato apprezzatissimo e da tutti;).
Si tratta di una ricetta favolosa a dir poco, buonissima, particolare: la cannella e la mandorla conferiscono una nota e un profumo unico e speciale, il leggero agrodolce dato dall'emulsione di olio, aceto, succo di limone e zucchero completa divinamente il tutto. VI CONSIGLIO VIVAMENTE DI PROVARLA in quanto fa sempre fare un figurone in caso di inviti, è comodo perchè dovendo essere TASSATIVAMENTE PREPARATO DAL GIORNO PRIMA E FATTO RIPOSARE IN FRIGO COPERTO DALLA PELLICOLA si realizza con un certo anticipo;).
Vi prego infine di rispettare le dosi indicate in quanto perfette, in modo da ottenere un risultato ottimale!
Inoltre tengo a precisare che, trattandosi di una ricetta non mia i complimenti e i meriti non vanno a me ma direttamente all'autrice;)

Foto finale difettosa: sotto spiego il motivo



Motivo della foto sfuocata al centro :non volevo neanche pubblicare la ricetta e vi spiego perchè:

al momento di scattare le foto finali le batterie della macchina digitale (quella che utilizzo, solo per fotografare ricette, è la vecchia digitale Canon che funziona con le batterie stilo) si sono completamente scaricate e ho fatto in tempo a scattare quest'unica foto venuta sfuocata (forse per l'obiettivo appannato, non saprei..). Non avevo quelle di riserva ma non mi sono assolutamente preoccupata di questo in quanto ho continuato a scattare altre foto con il cellulare (vengono abbastanza bene) pensando di inviarle alla mia posta elettronica,scaricarle e recuperarle.
Al momento di postare la ricetta ho cercato di inviarmele ma sono sorti problemi che non mi hanno consentito di farlo:
1) l'applicazione Outlook che utilizzavo sembra che invii le foto al mio indirizzo mail ma le mail non arrivano, forse non funziona più o sono sorti problemi....
2) sono andata su gmail dal telefonino ma non carica più gli allegati: al momento di cliccare sul simbolo della grafetta mi compare la scritta : traccia un disegno a mano libera...
Scrivo tutto questo sia per giustificare la foto difettosa (ultimamente sembra ci sia una specie di maledizione sulle foto!) che per capire se qualcuna di voi ha avuto esperienze simili.
Non volevo pubblicare la ricetta ma alla fin ho deciso di farlo nonostante la foto imperfetta perchè si tratta di un piatto davvero eccezionale! 

Ingredienti:

 dose intera (ne viene davvero tantissimo!!! Il che non è uno svantaggio in quanto si tratta di una ricetta buonissima che mangerei sempre!Il piatto inoltre si mantiene sempre ottimo per giorni..... Anche mezza dose va comunque più che bene;).

500 gr di cous cous precotto
1 spicchio d'aglio grande
100 gr mandorle (io le ho utilizzate sbucciate)
un mazzetto piccolo di prezzemolo fresco (usare solo le foglie)
4 cucchiaini da thè rasi di cannella in polvere
2 melanzane viola grandi
4 zucchine verde scuro medie tendenti un pò al grande
4 carote medie un pò tendenti al grande
200 gr di piselli (io surgelati)
1 cipolla bianca media
pepe nero
olio extravergine d'oliva
olio d'oliva per friggere (io ho utilizzato l'olio di semi di arachidi)
sale

per l'emulsione:

 4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
4 cucchiai di aceto di vino bianco
4 cucchiai di succo di limone filtrato
2 cucchiai rasi di zucchero semolato
un pizzico di sale

Con questa emulsione condiamo il cous cous (nel modo che vi farò vedere più avanti;)appena condito con tutti gli ingredienti sopracitati, poi lo conserviamo in frigo coperto da pellicola.
Il giorno dopo, prima di servirlo a tavola, prepariamo un'altra emulsione con 4 cucchiai di olio extravergine d'oliva, 4 cucchiai di aceto di vino bianco e 4 cucchiai di succo di limone filtrato e condiamo il cous cous sempre nel modo che vi indicherò più avanti ( si tratta di una modalità che garantisce un amalgamarsi perfettissimo tra cous cous e condimento garantendo un risultato eccezionale;)

1) Iniziamo a tritare finemente le foglie dl prezzemolo, le mandorle e lo spicchio d'aglio privato dell'anima utilizzando un coltello di buona qualità e dalla lama liscia e ben affilata:). Unire al trito: cannella, un pizzico di sale, una spolverata di pepe nero e olio extravergine d'oliva (quantità necessaria a condire il composto:)


2) Mettere il cous cous (crudo) in una ciotola molto capiente e unire il trito condito a poco a poco unendolo con le mani e  lavorando i grani di cous cous con le mani..in questo modo il trito si distribuisce DAVVERO UNIFORMEMENTE!!!



3) A questo punto fare riposare un pò il cous cous
4) Intanto versare in un pentolino 1\2 litro di acqua(dose per 500 gr di cous cous..se si tratta di 250 gr di cous cous utilizzeremo invece 1\4 di litro d'acqua..il peso dell'acqua dev'essere pari a quello del cous cous;) con un pò di sale fino (mi pare di averne messo un cucchiaino da thè pieno o forse qualcosina in più:) e portare a bollore...

5) Non appena l'acqua bolle spegnere e versarla a poco a poco nella ciotola contenente il cous cous condito con il trito che abbiamo amalgamato con le mani lavorando i grani del cous cous in modo da distribuirlo in modo ottimale....mescolando contemporaneamente con un cucchiaio di legno...


coprire la ciotola del cous cous con un canovaccio da cucina e fare raffreddare COMPLETAMENTE


6) Intanto versare in un tegame dell'olio extravergine d'oliva e rosolarvi la cipolla tritata finemente, aggiungere i piselli (ancora congelati) e portare a cottura (circa una decina di minuti)..in cottura salare q.b,
fare raffreddare il tutto.


7) Soffriggere (a parte, in un'altra padella) le carote a piccoli dadini nell'olio extravergine d'oliva (tegame antiaderente coperto), portarle a cottura e salare q.b in cottura...farle completamente raffreddare...


8)  Intanto ridurre a dadini non troppo grandi (la cottura sarebbe troppo lunga) nè troppo piccoli (altrimenti si disfano) le melanzane e le zucchine (nb: se sono un pò grandi, una volta fritti li possiamo ulteriormente ridurre a dimensioni più piccole utilizzando le forbici) e friggiamo i dadini delle due verdure SEPARATAMENTE IN DUE PADELLE DIVERSE CON ABBONDANTE OLIO DI ARACHIDI!!
QUANDO HANNO PRESO COLORE SONO PRONTE



Una volta pronte scolarle bene con la schiumarola e sistemarle separatamente in un piatto ricoperto di carta assorbente da cucina....dal momento che entrambe le verdure erano ridotte a dadini un pò grandi (come potete evincere dalle foto) dopo averle scolate le ho ridotte a pezzi più piccoli aiutandomi con le forbici (si amalgamano meglio al cous cous e sono più carine da vedere;).
A questo punto salare q.b con il sale fino sia le melanzane che le zucchine.
nb: i piatti erano due in quanto le melanzane erano tantissime ma non vi spaventate, erano perfettamente proporzionate alla quantità del cous cous, quindi dose perfetta;)




9) Nel frattempo, come potete facilmente immaginare, il cous cous che avevamo condito con il trito utilizzando le mani, sul quale avevamo versato poco per volta acqua bollente un pò salata mescolando contemporaneamente con il cucchiaio di legno e che avevamo  coperto con il canovaccio da cucina si sarà completamente raffreddato:).
Scopriamolo e sgraniamolo CON LE MANI..EBBENE SI........NON CON LA FORCHETTA ma RIGOROSAMENTE CON LE MANI, IL RISULTATO è DECISAMENTE MIGLIORE E IL COUS COUS è SGRANATO IN MODO PERFETTO, ASSOLUTAMENTE PERFETTO!!


10) Aggiungere al cous cous le melanzane fritte e amalgamare con un cucchiaio grandissimo (il mio aveva la lunghezza di un mestolo e la punta di un cucchiaio da minestra ma almeno il doppio se non il triplo per quanto riguarda le dimensioni).



11) Unire le zucchine e amalgamare anche queste con il cucchiaione...



12) unire i piselli e amalgamare anche questi....



13)  Infine unire le carote e amalgamare anche queste....



 14)  Ora preparare un'emulsione con 4 cucchiai di olio extravergine d'oliva,4 cucchiai di aceto di vino bianco, 4 cucchiai di succo di limone spremuto e filtrato, 1 pizzico di sale e 2 cucchiai rasi di zucchero semolato..(versare tutti gli ingredienti in una ciotolina e sbattere con la forchetta fino ad ottenere un composto omogeneo).



Distribuire quest'emulsione sul cous cous mescolando con le mani (io lo distribuisco a poco a poco con un cucchiaio in tutte le parti e poi mescolo con le mani andando fino in fondo in modo che i grani del cous cous si impregnino tutti e bene del condimento..detto così forse può sembrare strano ma questo sistema è davvero il migliore in assoluto per condire in modo ottimale e perfetto il cous cous;).
Essendo troppo l'ho trasferito nella pirofila di vetro che vedete in foto e l'ho condito.
Chiudere con la pellicola trasparente e conservare in frigo, prepararlo rigorosamente, obbligatoriamente il giorno prima in modo che i sapori e i condimenti si amalgamano perfettamente tra loro.
Importantissimo: prima di servirlo a tavola, il giorno dopo, preparare un'emulsione con 4 cucchiai di olio extravergine, 4 cucchiai di aceto di vino bianco e 4 cucchiai di succo di limone spremuto e filtrato. Distribuire anche questo uniformemente su tutte le parti del cous cous con l'aiuto di un cucchiaio e distribuire mescolando i grani del cous cous con le mani arrivando fino in fondo affinchè tutti i grani del cous cous siano uniformemente impregnati del condimento




venerdì 23 dicembre 2016

Gnocchi di patate della madre di mia madrina (favolosi)



Una ricetta che  non ho purtroppo mai assaggiato realizzata dalla persona che ho nominato, la quale manca da diversi anni...ma ne ho sempre sentito parlare, in primo luogo da mia madrina, la quale mi raccontava di quanto fossero speciali gli gnocchi di patate che preparava sua madre: più gustosi di quelli comunemente diffusi, un altro pianeta rispetto quelli comprati...morbidi e soffici da sciogliersi in bocca e incredibilmente leggeri! Mia madre stessa me ne parlò, in quanto quando era ragazza (oltre quarant'anni fa), in occasione di un pranzo a casa di mia madrina (sua grandissima amica e collega di lavoro) ebbe modo di assaggiarli e ancora li ricorda.....Neanche mia nonna (che purtroppo manca anche lei da più di un anno)come me li aveva mai assaggiati....ma nel suo quadernetto (che ho preso con me) ho trovato un foglio volante con appuntata la ricetta in questione..senza alcun procedimento ma con la menzione dei soli ingredienti e le dosi un pò approssimative (sentì parlare anche lei da mia madre di questo piatto e, incuriosita, chiese, anni fa, la ricetta alla madre di mia madrina).
Considerato questo e al tempo stesso colpita e incuriosita al pari di mia nonna, ho deciso di cimentarmi con questa ricetta.
Ho condito gli gnocchi di patate semplicemente con salsa di pomodoro ciliegino realizzata quest'anno che sono solita utilizzare per tutto  in quanto eccezionale:)).
Il sapore è davvero favoloso, si sciolgono letteralmente in bocca. Purtroppo la foto finale fa schifo, è veramente orribile, ma ho deciso ugualmente di pubblicare la ricetta in quanto merita davvero, vi prego quindi di concentrare la vostra attenzione sulla ricetta (che vi consiglio vivamente di provare) e chiudete gli occhi davanti alla foto finale  obbrobriosa:(
Prometto che quando li rifarò sostituirò con una foto migliore;).
Approfitto per fare i miei migliori e più sinceri auguri per un felice e sereno a tutte le carissime amiche che mi seguono!

Ma passo ora alla ricetta:

Ingredienti (da un foglietto volante trovato all'interno del quadernetto di mia nonna)
dose per 4 persone:

1 kg di patate (io ho utilizzato quelle a pasta gialla e mi sono trovata bene)
abbondantissimo grana grattugiato (nella ricetta era riportata genericamente la dicitura 'parmigiano' ma ho preferito il grana per un mio gusto personale)non ricordo la quantità precisa ma credo intorno ai 200 gr circa....anche belli abbondanti
farina ( io utilizzo sempre quella di semola rimacinata per le paste fresche, e vi consiglio tassativamente di utilizzarla in quanto la resa è decisamente migliore:)quanto basta (qui non esistono dosi...la quantità di farina dipende dal quanto ne assorbe la patata .....io vi consiglio di regolarvi ad occhio..aggiungendone poco per volta e testando la consistenza con le mani...consiglio di realizzare uno gnocco e stabilire se l'impasto regge o meno...prendete in considerazione solo questo consiglio in quanto ripeto, le dosi qui non esistono!)
1 uovo medio
sale (non esagerate in quanto vi è tantissimo formaggio grattugiato che conferisce all'impasto abbastanza sapidità......vi consiglio di assaggiare dopo aver aggiunto il formaggio ed eventualmente aggiungere sale quanto basta;)


per la salsa: 1 bottiglia e mezzo di conserva di pomodoro fatta in casa (la mia è stata realizzata quest'anno con il pomodoro ciliegino)..ne basta comunque anche meno;)cliccate qui se vi interessa vedere com'è stata realizzata;)
1\2 cipolla piccola bianca
olio extravergine d'oliva
se le avete foglie di basilico fresco (non essendo più il periodo ed essendo morta la piantina che ho in balcone le ho omesse:(
sale e se necessario zucchero

Lessare le patate (io utilizzo sempre la pentola a pressione, le cuocio 10 minuti dal fischio con la buccia), sbucciarle  e passarle con lo schiacciapatate facendo cadere la purea in una terrina di adeguate dimensioni...fare raffreddare e aggiungere l'uovo...


amalgamare con le mani , aggiungere abbondantissimo grana grattugiato.. amalgamare anche questo con le mani...


unire la farina di semola rimacinata quanto basta ad ottenere un impasto della giusta consistenza: non troppo molle ma neanche duro..considerate che dev'essere tendenzialmente morbido, non aggiungete troppa farina, mi raccomando, altrimenti l'effetto sarebbe pessimo..provate ogni tanto a realizzare uno gnocco, se ci riuscite la consistenza è quella giusta;) la quantità di farina è quella che le patate assorbono, quindi è legata dalla qualità di queste e alla loro capacità di assorbirne di più o di meno;)


A questo punto realizzare gli gnocchi di patate:
prelevare dei pezzi d'impasto e creare un cordoncino tendenzialmente fine ma non troppo (circa un centimetro abbondante di spessore..) e tagliare con un coltello dalla lama liscia e affilata tocchetti regolando (in modo che possano risultare non troppo diversi tra loro) il taglio in corrispondenza della prima falange del dito indice...


Si possono, volendo, anche lasciare così (la madre di mia madrina pare che talvolta li lasciava a tocchetti e talvolta conferiva loro una forma con l'ausilio dei nebbi della forchetta).
Avendo a casa 'su xibiri' (il cesto tipico sardo con il quale realizzo is malloreddus) ho deciso di servirmi di questo per conferire una forma rigata agli gnocchi..trattandosi ovviamente di un impasto più morbido, decisamente più morbido rispetto is malloreddus sardi la forza che ho impresso con il polpastrello è stata inferiore, sono andata avanti molto delicatamente ....
spolverizzare su xibiri di farina di semola rimacinata e spolverizzare con la stessa anche i tocchetti...spingere delicatamente, molto delicatamente con il polpastrello in modo da conferire una forma rigata agli gnocchi


sistemare man mano gli gnocchi in un vassoio spolverizzato di farina di semola rimacinata....


Intanto avremo già in anticipo preparato la salsa di pomodoro: soffriggere la cipolla finemente tritata nel'olio extravergine d'oliva...

aggiungere la conserva di pomodoro fatta in casa....coprire e cuocere finchè non si addensa..in cottura 
salare quanto basta e correggere eventualmente di zucchero...se avete foglie di basilico fresco aggiungetele quasi alla fine spezzettandole con le mani..io non le avevo sia perchè non è periodo e sia perchè la piantina che avevo in balcone è morta:(


Ovviamente la salsa può essere preparata con larghissimo anticipo, anche il giorno prima;)
Lessare gli gnocchi in abbondate acqua salata, non appena salgono in superficie sono prontissimi!!!!!! Mi raccomando scolateli immediatamente altrimenti rischiano di squagliarsi!!
L'ideale, essendo delicati, è scolarli benissimo con la schiumarola e sistemarli subito nei piatti quindi condirli con salsa di pomodoro ciliegino fatta in casa e grana grattugiato..io ho abbondato (come sempre) con entrambi e la foto è orribile ma il sapore di questo piatto era DIVINO e questo è fuori ogni dubbio!!!!!!!
Non vi dico poi la scarpetta.....

Chiudo qui rinnovando ancora i miei più sinceri e sentiti auguri per uno splendido , sereno e felice Natale e a voi e alle vostre famiglie:))